sabato 27 aprile 2013

Spinoza personaggio letterario


Spinoza personaggio letterario 

a cura di Giovanni Croce e Paola Teresa Grassi 

lunedì 13 maggio 2013 
alle ore 17 presso il Reale Istituto Neerlandese di Roma
via Omero, 10-12



Un incontro per approfondire il pensiero del grande filosofo olandese di origine ebraica in maniera non accademica. Un piccolo viaggio letterario attraverso due romanzi, Il problema Spinoza di Irvin Yalom e Una fame senza fine di Leon de Winter,  un racconto, Lo Spinoza di Market Street di Isaac B. Singer, e una drammaturgia ancora inedita in italiano, New Jerusalem di David Ives, quattro casi nei quali Baruch Spinoza appare come interlocutore narrativo. Naturalmente senza dimenticare le fonti primarie, che costituiranno un riferimento continuo. La serata prevede la lettura di alcuni frammenti di queste opere, per dare voce, poi, ad una discussione  esplorativa, con le dovute risonanze biografiche e di pensiero.

Giovanni Croce vive e lavora a Roma dove oltre a svolgere attività editoriale gestisce il Foglio Spinoziano il primo ed unico sito italiano completamente dedicato alla filosofia di Spinoza.
Paola Teresa Grassi vive e lavora a Lecce come giornalista e consulente filosofica. È autrice di un volume monografico dal titolo L’interpretazione dell’Immaginario. Uno studio in Spinoza edito da ETS nel 2000. 

Il Reale Istituto Neerlandese si trova in via Omero 10/12 (Metro A direzione Battistini fermata Flaminio 10 minuti a piedi attraverso il parco di Villa Borghese). Ulteriori informazioni al numero 340/7667083.





domenica 14 aprile 2013

Spinoza e il pensiero filosofico moderno: seminario permanente


Seminario permanente 
Spinoza e il pensiero filosofico moderno

coordinato da Daniela Bostrenghi e Cristina Santinelli


Mercoledì 10 aprile 2013, ore 17-19, aula C3

Stefano Visentin (Università di Urbino)
Strauss, Spinoza e il problema teologico-politico


Mercoledì 17 aprile 2013,  ore 17-19, aula C3

Patrizia Pozzi (Università Statale di Milano)
La natura in Spinoza, da Bruno a Galileo


Mercoledì 24 aprile 2013,  ore 9-11, aula C1

Raffaella Santi (Università di Urbino)
“A Briefe of the Art of Rhetorique": Hobbes e Aristotele


Mercoledì 8 maggio 2013, ore 17-19, aula C3

Luisa Simonutti (CNR, ISPF-Milano )
Locke e il tema della verità: linguaggio e pensiero politico


Giovedì 9 maggio 2013, ore 9-11, aula C1

Luisa Simonutti (CNR, ISPF-Milano )
Tolleranze. Locke lettore di Hobbes?


Mercoledì 15 maggio 2013,  ore 9-11, aula C1

Andrea Sangiacomo (University of Groningen)
Hobbes e il problema dell’ideologia


Palazzo Albani, Via T. Viti 10, Urbino

giovedì 28 marzo 2013

Bibliografia Spinoziana

E' disponibile, grazie al GRS (Groupe de recherches spinozistes) in collaborazione con l'Association de Amis de Spinoza, un'aggiornata bibliografia spinoziana che va dal 1979 ad oggi. 

Ne riporto di seguito il link: Bibliografia Spinoziana

martedì 19 marzo 2013

Conferenza: Spinoza and Nietzsche in Dialogue


17–18 Maggio 2013
Birkbeck, University of London

Room B01, Clore Management Centre


Venerdì 17 Maggio


10.00 Arrivo
 

10.30 Moira Gatens e Paul Patton
 The Exemplar in Spinoza and Nietzsche
 

12.00 Pranzo
 

14.00 Donald Rutherford
 Perfectionism in Spinoza and Nietzsche


15.30 Fredrika Spindler 
On Knowledge: Ambiguities of Imagination and Passion in
Spinoza and in Nietzsche



Sabato 18 Maggio


10.30 Martin Saar 
Another Radical Enlightenment? Spinoza and Nietzsche on
Power and Knowledge

12.00 Pranzo
 

13.00 Hannah Grosse Wiesmann 
Spinoza’s Conatus and Nietzsche’s Will to
Power: Self-Preservation vs. Increase of Power?

14.30 Alexander Douglas and Christoph Schuringa
 Spinoza and Nietzsche On Valuing
 

16.00 Tea


16.30 Yirmiyahu Yovel
 (titolo da confermare)


18.00 Fine della conferenza

Questo evento è reso possibile dal supporto finanziario del Birkbeck Institute of the
Humanities e della Mind Association. L'evento è a ingresso libero, ma bisogna registrarsi qui

:
http://spinozanietzsche.eventbrite.com/ 


domenica 24 febbraio 2013

Baruch degli angeli, una biografia


L’uscita in libreria di una nuova biografia su Spinoza desta sempre interesse sia perché potrebbe dare nuove prospettive del suo pensiero sia perché potrebbe aprire nuovi quesiti sugli aspetti non ancora indagati della sua vita.  Le classiche biografie del Lucas e del Colerus  o quelle di altri ad esempio contenute nell’opera del Freudenthal presentano il Filosofo in veste a doppia faccia: da un lato l’empio e ateo dissacratore del sentimento sociale e religioso e dall’altro il virtuoso e laboriososo molatore di lenti. Da molti anni non appariva in libreria una nuova biografia e Baruch degli angeli di Maria Rosaria D’Uggento (Edizioni del Faro) appare per questo interessante: infatti, nell’esporre le vicissitudini del Filosofo, l’Autrice traccia alcuni paralleli fra lui e gli altri (più o meno) famosi personaggi che animano l’Olanda e l’Europa del XVII secolo; ne illustra l’umanità, la sua evoluzione sociale e di pensiero.
Innanzitutto il titolo: si accenna ad esso nell’introduzione dove altri angeli, o figure angelicate, hanno accompagnato Spinoza: dalla madre Hanna Debora morta prematuramente, a Clara Maria, figlia giovanissima di Van den Enden e giovane (sembra unico) amore della sua vita; proseguendo con gli angeli pittorici di Rembrandt e con quelli terribili nella proclamazione della Cherem, la scomunica della comunità rabbinica nel 1656 nei confronti dell’ebreo non più tale. Proprio con Rembrandt ad un certo punto viene proposto anche un parallelo, in negativo quasi fosse lo specchio oscuro di Spinoza: i due vissero entrambi nella stessa Patria e nello stesso periodo, “marrano della ragione” il primo e “marrano della fede” il secondo.
Inoltre, con dovizia di esposizione, oltre che la dottrina nelle sue linee generali, viene presentata una serie di possibili precursori del pensiero spinoziano: Bruno innanzitutto ma anche Juan de Prado e Isaac de la Peyrère, come pure della nascita della critica biblica; come dire il Vanini e Uriel da Costa. Il tutto condito con la presenza di contemporanei: da Leibniz, ad Alberto Burgh, da Boyle a Tschirnaus fino ai fratelli de Witt e alla loro tragica fine. Non solo una semplice esposizione ma anche la natura di uno Spinoza passionale viene delineata, un giovane Baruch curioso del mondo e della scienza e uno più anziano, metodico ma anche capace di pulsioni violente a seguito di fatti politici gravi del suo tempo. Forse è proprio la repressione dell’ignoranza una costante che avranno i suoi studi, che faranno di lui un uomo che aspirava a costituire un cenacolo di liberi amici e che non disdegnava il dialogo con la gente comune su questioni persino banali. Inizialmente contestatore, il giovane Spinoza diventa un solitario riflessivo ma ad ogni modo sempre interfacciandosi con la propria società, con le persone del suo tempo, parlando ai suoi interlocutori specie nelle lettere alla stregua di un insegnante eccelso, di un nuovo modo di vedere la vita. 
L’Autrice prende a esempio anche il nostro tempo scrivendo quanto l’istruzione oggi tenga da parte la stessa critica e il modo di fare filosofia. Per questo all’inizio del libro vengono introdotte non tanto le filosofie quanto le personalità dei vari filosofi nella storia: Spinoza come punto di inizio ma anche di incontro in questo insegnamento.
Lo stesso Cartesio viene presentato anche come un iniziale precursore ma Spinoza lo abbandonerà presto avendolo utilizzato per capire che doveva fare filosofia più che continuare una sua improbabile (anche se destinata al successo per via della sua notevole intelligenza) carriera volta agli studi ebraici della Torah. Geometria e ragione tessono così le tele di un giovane Spinoza a poco a poco e la sfida verso la sua stessa comunità, così aperta  e così eclatante, non farà altro che farlo introdurre in ambienti più moderni, più aperti allo studio della scienza, aperti ad una visione moderna della vita. “Lo sguardo geometrico” come scudo per l’ignoranza e la superstizione.
Interessava esporre l’uomo Spinoza, superando una visione tradizionalistica che lo ha sempre visto come il filosofo del razionalismo; interessava guardare a fondo il suo animo per una volta, dopo che egli ha tracciato le linee per guardare in fondo all’animo.
Conclude il libro la scelta di esporre il XX capitolo del Trattato Teologico-Politico, come chiosa al discorso che era partito dagli ebrei erranti verso la liberta democratica dello Stato: Spinoza non più errabondo nella sua religione ma certo di un pensiero che sfiderà i secoli.

Baruch degli angeli di Maria Rosaria D'Uggento
Edizioni del faro, 2012, pagg. 189, ISBN 9788865370797, Euro 14



mercoledì 16 gennaio 2013

Seminario spinoziano: "Spinoza personaggio letterario", seconda parte.

a cura di Paola Teresa Grassi


Giovedì 3 gennaio 2013 presso la Libreria LiberaMente di Brindisi abbiamo proseguito i lavori del seminario dedicato a Spinoza personaggio letterario iniziati lo scorso ottobre al Fondo Verri di Lecce e di cui abbiamo dato notizia su queste pagine.
Lo spazio di corso Roma 30 si è progessivamente riempito intorno alle 18 quando abbiamo iniziato ad introdurre le ragioni dell’evento (che Giovanni Croce illustra nell'intervista rilasciata a PugliaTV di cui nel video sul canale YouTube del Foglio Spinoziano) ed abbiamo registrato una molto gradita quanto inaspettata attenzione da parte dell’eterogeneo pubblico: ragazzi e ragazze, giornalisti e professionisti con quaderni alla mano, hanno partecipato all’iniziativa, il cui fine era di introdurre al pensiero di Spinoza attraverso alcuni romanzi e racconti che vedono il filosofo come protagonista dell’intreccio narrativo.
Una nota che caratterizza molte voci della letteratura contemporanea a noi più o meno prossima e che abbiamo deciso di evidenziare con un progetto editoriale e divulgativo.
E così, dopo una breve ed anedottica introduzione alla vita e alle radici del pensiero di Spinoza, (dalla provenienza ebraica al periodo di apprendimento alla Talmud Torah con il rabbino Saul Levi Mortera alla frequentazione della “accademia” di Franciscus van den Enden) abbiamo iniziato ad elucidarne il movimento attraverso le tre narrazioni in cui esso si manifesta.
Il Tractus de Intellectus Emendatione è motivo di rinascita alla fede nella vita per il protagonista del romanzo di Leon de Winter, Una fame senza fine, e la lettura di quel primo frammento quasi autobiografico acquista luce e vividezza nel confronto con la trama.
Thriller filosofico, la narrazione segue le drammatiche vicende di Felix Hoffman, un “nichilista del ventesimo secolo”, come ama autodefinirsi, un ebreo orfano della Shoah, adottato da una famiglia cattolica e cresciuto in una piccola città olandese.
Il matrimonio con una bella donna lo rende “delirevolmente felice” e ancora di più la nascita di due “non identiche” gemelle, anche se la sua carriera diplomatica non è esattamente quello che si dice brillante. L’incantesimo della felicità, tuttavia, viene spezzato quasi subito: la leucemia trasforma una delle due gemelle, Esther, in una “piccola anziana dagli occhi gentili” a soli otto anni, fino a quando il destino se la porterà via.
E dal giorno di quella morte Hoffman diviene “prigioniero di se stesso”: per le successive due decadi non riuscirà più a dormire e nelle notti solitarie inizia a mangiare voracemente, “demolendo piatti colmi di cibo con fame rapace”. L’autocontrollo è una chimera che si porta via matrimonio, carriera, salute, e anche la seconda figlia che morirà di overdose dopo essere scivolata nel mondo della pornografia. Il giorno in cui Hoffmann viene nominato ambasciatore olandese a Praga, pochi mesi prima del crollo dei regimi comunisti, non è altro che “un alcolista insonne e bulimico cronico che ha eretto una fortezza per continuare ad esistere”. Le notti praghesi continua a trascorrerle insonni ma leggendo il “trattatello” spinoziano del 1662 che ha trovato nel solaio dell’ambasciata. La battaglia con il difficile libretto lo porta alla conclusione che ciò che Spinoza vuole raggiungere è l’invenzione di un metodo capace di “provvedere una conoscenza perfetta e indicare una via per la più suprema saggezza”. Il che significa, per Hoffman, comprendere la conoscenza finale lasciata aperta da Esther:
“Va tutto bene papà, davvero”
“Non andrà meglio fino a che tu non starai meglio”
“No. Lasciami stare così. Lo so”
“Che cosa sai tesoro?”
Lei sorrise, da qualche parte oltre il dolore.
“Lo so, papà”
“Ma cosa, Esther? Cosa sai?”
Lo disse ancora, appena udibile questa volta. “Lo so, papà…”.
Esther muore prima di poter dire a suo padre che cosa sa, e Hoffman rimane sveglio per vent’anni cercando di capire quelle ultime parole.
Il romanzo segue l’andamento del trattato: dopo un capitolo che introduce al subplot ovvero la narrazione parallela a quella di un mainplot che narra le vicende di uomini che tradiscono il loro paese, il racconto si apre con il primo paragrafo del trattatello, e nel momento in cui Hoffman ne completa la lettura, cinque mesi più tardi, o meglio, quando realizza che Spinoza lo ha lasciato incompiuto, la sua storia è quasi finita, eccetto per una coda finale nell’ultimo capitolo.
Il testo spinoziano “gli appare improvvisamente come una sorta di liturgia” e, se il grande filosofo è andato alla ricerca della verità ultima, Hoffman da parte sua cerca di capire come può l’uomo laico ricominciare a pregare. Lui che non è un credente, ma sa che deve pregare per silenziare la “stupidità” e l’“egoismo” della sua fame ventennale, lui che deve “pregare senza credere”.
La duplice redazione dell’Ethica e del Tractatus Theologico-Politicus e l'andamento geometrico-fenomenologico che la caratterizza, invece, viene ampiamente definita nel più recente romanzo di Irvin Yalom, Il problema Spinoza, di cui rimandiamo alla recensione su queste pagine, ma che qui completiamo invitando alla lettura (o alla rilettura) del racconto di Isaac B. Singer, Lo Spinoza di Market Street, con il quale chiudere il cerchio nella adesione “mistico-mondana” al divino da parte del dottor Nahum Fischelson.




sabato 12 gennaio 2013

Simposio internazionale: "L’actualité du Tractatus de Spinoza et la question théologico-politique"

Si svolgerà a Bruxelles da 23 al 25 Gennaio 2013, presso l'istituto di Sociologia, il Simposio internazionale "L’actualité du Tractatus de Spinoza  et la question théologico-politique", con interventi di Balibar e Bove. Per il programma completo:



mercoledì 26 dicembre 2012

Mappa delle emozioni

Tre anni fa, la rivista Edge ha collaborato con The Serpentine Gallery, una galleria d'arte di Londra per un programma come parte della Serpentine Marathon Experiment. Questo evento è stato presentato dal vivo insieme attraverso tre semplici domande: "Qual è la tua formula? Il tuo algoritmo? Le tue formule per il XXI secolo?".

Hans Ulrich Obrist, curatore della Serpentine, ha invitato Edge  a collaborare al suo ultimo progetto, The Serpentine Map Marathon, prodotto in collaborazione con DLD (Digital - Life - Design) Sabato 16 e Domenica 17 Ottobre, presso la Royal Geographical Society. La multi-dimensionale Marathon Map dispone di presentazioni dal vivo non-stop di oltre 50 artisti, poeti, scrittori, filosofi, studiosi, musicisti, architetti, designer e scienziati. L'evento di due giorni si è svolto a Londra durante la Frieze Art Fair.

Oltre a presentare mappe da parte di collaboratori di Edge, la Maratona è stata caratterizzata da una giuria presso la Royal Geographical Society che ha scelto le più rappresentative. In particolare, oltre le tante immagini proposte, quella dedicata alle emozioni è stata presa dal pensiero di Spinoza ed elaborata con una seri e di connessioni e riferimenti visivi. Per la galleria cliccare qui. Per la mappa originale cliccare qui (2,2 MB). Sotto, un'immagine della mappa a visualizzazione ridotta.


sabato 15 dicembre 2012

Spinoza personaggio letterario

Note a margine del seminario e del progetto editoriale
a cura di Paola Teresa Grassi


Lunedì 22 ottobre 2012 presso il Fondo Verri di Lecce (presidio del libro e storico spazio culturale cittadino, reso accessibile al nostro progetto grazie all'interesse e alla generosità di Mauro Marino e Santa Scioscio) si è tenuta la presentazione de Il problema Spinoza di Irvin Yalom, già recensito su queste pagine lo scorso maggio.
La recente pubblicazione del romanzo da parte di Neri Pozza ha innestato un processo di ricerca (attualmente in essere) che abbiamo trasformato in un seminario permanente dedicato alla presentazione del pensiero spinoziano attraverso le pagine di autori
non filosofi” e neanche studiosi di professione, che hanno reso Spinoza un personaggio letterario.
Tra i narratori contemporanei ai quali abbiamo dato voce per una lettura condivisa di alcuni frammenti a partire dai quali procedere in un secondo momento verso le fonti primarie, vi sono: Leon de Winter con Una fame senza fine (introvabile volumetto edito da Marcos y marcos di cui esiste la versione cinematografica con un grande Elliot Gould diretto dall'autore-regista) ed a partire dal quale esplorare il Tractatus de Intellectus Emendatione; ed Isaac B. Singer con Lo Spinoza di Market Street (facilmente rintracciabile in molteplici edizioni) attraverso il quale accedere all'Ethica dal suo compimento (il pensiero di Dio) per poi ritornare alla genesi della deduzione geometrico-fenomenologica e con ciò intercettando le esigenze del teologico-politico.
Il coronamento in tal senso avverrà in primavera con la resa attorale della New Jerusalem di David Ives (attualmente in fase di traduzione ed in uscita nel 2013 per il Foglio Spinoziano
insieme a The maker of lenses di Israel Zangwill).
L’anno che verrà vedrà anche l'uscita per Guanda di Conversazioni con Spinoza a firma del macedone Goce Smilevski, un’altra pubblicazione d'interesse per il nostro progetto e per la quale attiveremo una rete di presentazioni non solo su Lecce ma anche su Roma.
Sarà proprio nella capitale che debutteremo con il primo reading del copione di Ives e, fino ad allora, continuiamo la ricerca pubblica e condivisa attraverso il seminario spinoziano che inizierà anche a Brindisi a partire da giovedì 3 gennaio 2013 presso la Libreria LiberaMente: ad una breve introduzione dedicata alla vita del nostro da parte di Giovanni Croce farà seguito la mia relazione su Yalom interprete letterario di Spinoza e la ipotesi di una “terapia spinoziana” intesa come ciclo naturale di conversazioni filosofiche alla maniera di quelle che nel romanzo dello psicoterapeuta californiano avvengono fra Bento e Franco.
Fra le altre letture che condivideremo in maniera più ludico-creativa vi saranno certamente Il ladro che leggeva Spinoza di Lawrence Block e le poesie di Jorge Luis Borges dedicate al visionario molatore di lenti.





giovedì 29 novembre 2012

Convegno: Essentia Actuosa - Riletture dell'Etica di Spinoza

Università Vita-Salute San Raffaele, 
Università degli Studi di Milano Bicocca
Martedì 18 dicembre 2012
Sala del convegno - Via Olgettina, 58 - Palazzo Dibit 1

Programma:

h. 9.30 Saluti della Facoltà e introduzione ai lavori – presiede Michele di Francesco 

h. 9.45 Mogens Laerke (ENS de Lyon): The Great Confusion. Formal Essences, Actual Essences, and Non-existent Modes in Spinoza

h. 10.15 Cristina Santinelli (Università di Urbino): Essenza umana ed affetti. A proposito di Ethica III, prop. 57

h. 11.30 Lorenzo Vinciguerra (Université d’Amiens) : Perdere e trovare la propria essenza: labirinto e paradosso di un concetto spinoziano

h. 12.00 Francesco Toto (Università Roma3 – ENS de Lyon): “La costituzione dell’essenza umana”, un’identità in divenire

Pausa Presiede Roberto Mordacci

h. 14.30 Vittorio Morfino (Università Milano-Bicocca) : Res sive essentia? h. 15.00 Francesco Piro (Università di Salerno): Essenza, causa e ratio in Spinoza e Leibniz

h. 15.30 Andrea Sangiacomo (Università di Macerata – ENS de Lyon) : Dall’origine della superstizione all’origine del movimento: lo strano caso della confutazione tolandiana di Spinoza

h. 16.00 Discussione conclusiva

lunedì 26 novembre 2012

Recensione: "Il dissimulato spinozismo di Locke"

Il titolo di questo libro Il dissimulato spinozismo di Locke (titolo originale Locke's disguised Spinozism) riassume perfettamente l'intento che si pone: mostrare come la forte impronta spinoziana che Locke ebbe durante la sua vita fu sì dissimulata dal Filosofo, ma resa ora chiara dall'attento Wim Klever, autore di questo testo recentemente pubblicato per conto del Foglio Spinoziano. Il tentativo di Klever, Professore Emerito presso la Erasmus University di Rotterdam, è, come da lui stesso rivendicato, mostrare che «la filosofia di Locke è nell'insieme dei suoi concetti fondamentali una specie di riproduzione del lavoro di Spinoza».
Klever, oltre a riportare un'attenta documentazione storiografica dell'ambiente intorno ai due Filosofi, lo mostra accostando in due colonne, da una parte Spinoza e da una parte Locke, testi sia dell'uno che dell'altro. La somiglianza è impressionante, soprattutto negli esempi riportati, e il ghigno che possa trattarsi a volte di un vero e proprio plagio, può capitare non di rado al lettore. Ne riporto per esempio uno solo: Spinoza scrive che «l'uomo perirebbe di fame e di sete se non volesse mangiare e bere prima di aver ottenuto una perfetta dimostrazione del fatto che il cibo e l'acqua gli fanno bene», mentre Locke scrive che «chi non mangiasse se non avesse la dimostrazione che il cibo lo nutrirà avrebbe poco da fare se non star fermo e perire».
Nella prima parte del libro Klever si preoccupa di informare il lettore di come Locke possa aver conosciuto e studiato Spinoza. Basterebbe forse il solo sapere che la ricca libreria di Locke conteneva gli scritti di Spinoza: possedeva senz'altro un volume degli Opera Posthuma, e un Tractatus Theologico-Politicus. In ogni caso, la ricostruzione dell'ambiente oxfordiano intorno a Locke è schiacciante: quella che emerge è principalmente la figura del chimico e fisico Robert Boyle, intimo amico di Locke nonché del diplomatico e letterato Henry Oldenburg (che era anche segretario dello stesso Boyle), il quale, come sappiamo, fu in contatto epistolare per diverso tempo con Spinoza. E' proprio in questo ambiente che circolavano le lettere di Spinoza a Oldenburg e non è un caso che alcune dissimulazioni di Locke prendano spunto proprio da queste lettere.
La figura di Spinoza in quegli anni era vista in modo assolutamente negativo: l'accusa di spinozismo pesava come diffamatoria e lo stesso Locke si guardò bene dall'ammettere la conoscenza di Spinoza. L'attento studio di Spinoza da parte di Locke emerge ancora più nettamente nel suo An Essay Concerning Human Understanding (Saggio sull'Intelletto Umano) che, come dice Klever, è perlopiù «una specie di “copia” dell'Ethica 2 (De natura et orgine mentis)».
L'affermazione di Klever è forte e a mio avviso differenze tra i due rimangono, eppure le teorie lockiane sulla mente, la mente come idea dell'idea, la natura delle idee e in cosa queste consistano, l'anticartesianesimo, il concetto duale mente-corpo e le nozioni comuni, sono tutti argomenti di carattere squisitamente spinoziano da cui Locke attinse molto. Moltissimo.
Anche sulla natura del linguaggio i due furono d'accordo. Spinoza: «Le parole ottengono il loro significato esclusivamente dal loro utilizzo »; Locke: « L'uso comune regola il significato delle parole». Che Locke abbia letto e ben studiato Spinoza è assolutamente fuori dubbio, come è assolutamente fuori dubbio il fatto che cercava di nasconderlo quanto più gli era possibile.
Come sappiamo, Locke è passato alla storia soprattutto come Filosofo politico, come padre del liberalismo e di regimi anti-totalitari. Le sue teorie liberali sono tuttora vive e presenti nelle nostre moderne società. Non ci sorprenderà a questo punto sapere che la famosa teoria del “consenso comune” era già presente nel Tractatus Theologico-Politicus, nel Tractatus Politicus, e in alcune parti della Quarta Parte dell'Ethica. Troppo spesso ci si dimentica dello Spinoza politico e delle sue teorie liberali sulla democrazia, forse il primo ad aver dato così ampia risonanza e importanza alla democrazia; importanza che traspare in maniera forse troppo evidente nei Two Treatises of Goverment, da parte poi di un autore che, come documenta Klever, fino al 1679, non si era occupato per nulla di politica.
Come già detto, la figura di Spinoza era in quegli anni vista come una minaccia per la società e l'ambiente che circondava John Locke, l'Inghilterra puritana, ne portava solenne la voce. Quando Locke si difese dalle accuse di spinozismo dal vescovo Stillingfleet, ebbe a dire: «Non sono così ben istruito su Hobbes o Spinoza da poter dire quali furono le loro opinioni». Gesto, questo, che mostra un Locke molto diplomatico e attento alle relazioni pubbliche che intessevano la sua vita da filosofo.
Il dissimulato spinozismo di Locke è quindi un libro fondamentale per ricostruire la gestazione delle opere lockiane e la grande germinazione che ebbero le rivoluzionarie idee di Spinoza nel XVII secolo.

Daniele D'Amico

Wim Klever, "Il dissimulato spinozismo di Locke"
traduzione a cura di Cinzia Carantoni
editing e revisione di Giovanni Croce e Paola Teresa Grassi
Pag. 140, 2012, 10 Euro

 

giovedì 25 ottobre 2012

L'idea di Dio

Dobbiamo ancora chiederci: qual è la differenza fra l'idea di Dio del secondo e del terzo genere? L'idea di Dio appartiene al secondo genere solo in quanto è riferita alle nozioni comuni che la esprimono. E le condizioni della nostra conoscenza sono tali che "arriviamo" all'idea di Dio attraverso le nozioni comuni, ma l'idea di Dio non fa parte di queste nozioni. E' quindi grazie ad essa se possiamo lasciare il secondo genere e scoprire un contenuto indipendente: invece delle proprietà comuni, l'essenza di Dio, la mia essenza e tutte le altre essenze che dipendono da Dio.
[...] Fin dalla nostra esistenza nella durata, quindi "durante" la nostra esistenza, possiamo accedere al terzo genere di conoscenza. Ma possiamo farlo solo in un ordine rigoroso, che rappresenta il modo migliore in cui la nostra capacità di essere affetti può esser colmata. 1) Idee inadeguate, che ci sono date, che diminuiscono la nostra potenza di agire, affezioni passive, che ne conseguono, che la aumentano. 2) Formazione delle nozioni comuni in seguito allo sforzo di selezione riguardante le affezioni passive; le gioie attive del secondo genere seguono dalle nozioni comuni, l'amore attivo segue dall'idea di Dio che si riferisce alle nozioni comuni. 3) Formazione delle idee adeguate del terzo genere, gioie attive e amore attivo che seguono da queste idee (beatitudine). Ma, finché si vive nella durata, è inutile sperare di avere solo gioie attive del terzo genere o anche solo affezioni attive in generale. Abbiamo sempre e soltanto passioni, tristezze concatenate con le nostre gioie passive, ed una conoscenza che dipende sempre dalle nozioni comuni. Tutto quello che possiamo sforzarci di fare è di avere, in proporzione, più passioni in gioia che di tristezza, più gioie attive del secondo genere che passioni, e il maggior numero possibile di gioie del terzo genere. Nelle affezioni che colmano la nostra capacità di essere affetti, tutto dipende dalla proporzione: si tratta di fare in modo che le idee inadeguate e le passioni non occupino se non la minima parte della mente.

Gilles Deleuze, Spinoza e il problema dell'espressione, Quodlibet, 2006, pp 242-244

mercoledì 24 ottobre 2012

Spinozacomix

Ecco le nuove strisce del disegnatore Spina su Spinoza: questa volta il Nostro è alle prese con... un tarlo molto particolare. Divertenti e ben fatte, un bell'esempio di "Spinoza personaggio letterario", anzi fumettistico.








domenica 21 ottobre 2012

IX Colloquio Internazionale Spinoza 2012 a Cordova

Università Nazionale di Cordoba
IX Colloquio Internazionale
Spinoza 2012
6-9 Novembre 2012
Complesso Bovino, Valle Hermoso, Cordoba, Argentina


Programma

Martedì 6 novembre

Tabella 1 (dalle 9:00 alle 10:30) Coordinatore: Andrea Pierri

Gonzalo Criado (UBA), Spinoza y la colonialidad del poder
Pablo Maxit (UBA), De los gritos de la superstición
Germán Díaz (UNC), En medio de Spinoza

Tabella 2 (dalle 11:00 alle 12:30) Coordinatore: Germán Díaz

Gisel Farga (UNC), La temporalidad de las afecciones
Lucas Baccelliere (ISDB, Rosario), Spinoza y la reivindicación del cuerpo
Hernán Rosso (UNC), Una ética spinocista en Leibniz

Tabella 3 (dalle 14:00 alle 16:00) Coordinatore: Gisel Farga

Eduardo Alvarez Mosquera (CES, Montevideo), Spinoza: las reglas de vida, su status ético y epistemológico
Andrea Pierri (UNLP), Spinoza y su desarrollo del argumento ontológico. Una mirada a los Principios de Filosofía y a la  Ética
Paula Firenze Carbajal (USAL), Soy filósofo, ¿dónde está mi cuerpo? Un diálogo entre Spinoza y Michel Serres
Antonio Mario David Ferreira Siqueira (USP), A crítica de Espinosa a Maquiavel. Análise de TP, V, §7
Tabella 4 (dalle 16:30 alle 18.30) Coordinatore: Andrea Pierri

Andrea Moreira Streva (PUC-Rio, Brasile), O teatro e Spinoza
Andrea Pac (APNU), El ingenio en la Ética: la fórmula implícita de las dinámicas sociales
Lessa Cecilia Maria da Rocha (PUC, Rio), Trabalho imaterial e a Ética de Spinoza
Jayme Mathias Netto (UFC), A imaginação no terceiro gênero de conhecimento

Tabella 5 (dalle 19:00 - 21:00) Coordinatore: Lessa Cecilia Maria da Rocha

Benevenuto Catia Cristina Almeida (USP, Brasile), A memória
Catharina Epprecht (UERJ), Melancholiam expellere: uma lectura spinozista de Luto e Melancolia
Cecilia Abdo Ferez (UBA), Parte, violencia y justicia en Spinoza
Lisete Rodrigues (CFUL, Portogallo), Deus em Tempos Sombrios: Espinosa e Etty Hillesum



Mercoledì 7 novembre

Tabella 1 (dalle 9:00 alle 10:30) Coordinaore: Miriam van Reijen

Natalia Sabater (UBA), La Eternidad humana
Juan Pablo Patriglia (UNC), Reflexiones en torno a la relación cuidado de sí - conocimiento en el Tratado de la reforma del entendimiento
Valeria Rizzo (UBA), Hegel y la sustancia de Spinoza. Un paradójico desencuentro


Tabella 2 (dalle 11:00 alle 12:30) Coordinatore: Gonzalo Gutierrez

José Ezcurdia (U. de Guanajuato), Imagen e imaginación en la Ética de Spinoza
María Victoria González (UNR), Observaciones acerca de las ideas en Spinoza
Claudia Aguilar (UBA), Público y privado en Spinoza


Tabella 3 (dalle 14:00 alle 16:00) Coordinatore: Maria Jimena Solé

Nairim Izaguirre (UCV, Caracas), Spinoza pulidor de espejos: forjador del estado moderno
Andres Villamil Villamil Harold Lozano e Lozano (Universidad Nacional de Colombia), Spinozismo e imposibilidad del libre albedrío. Akrasia y libertad de indiferencia en la obra de Spinoza
Miriam van Reijen (Tilbourg U., Paesi Bassi), Causalidad, necesidad y libertad en Spinoza
Daniel Nogueira (Brasile), Spinoza e o problema da individuação

Tabella 4 (dalle16:30 alle 18.30) Coordinatore: Cecilia Abdo Ferez

Hector Ferreiro (UNSAM), El idealismo absoluto como revolución copernicana del spinozismo
José Rafael Herrera (UCV, Caracas), Spinoza y Hegel: la reivindicación de la intellectus enmendatio
Maria Jimena Solé (UBA), La intuición intelectual en Spinoza: dificultades de pensar en el límite
Huesca Fernando Ramon (UNAM, Messico), Spinoza en Hegel: Una lectura desde el idealismo alemán


19: 00 pm. Antonio Negri, Spinoza: un'altra potenza di agire


Giovedi 8 novembre

Tabella 1 (dalle 9:00 alle 10:30) Coordinatore: Fernando Miranda

Fabiana Barber (UNC), De la ley –o forma de vivir
Mariano J. Cozzi (UBA), Lo impredecible
Arbe Gretel Bucci (UBA), Spinoza y Foucault: Dos lecturas diferentes sobre el cuerpo y el límite en las relaciones de composición posibles


Tabella 1 (dalle 11:00 alle 12:30) Coordinatore: Juan Pablo Patriglia

Gonzalo Urquijo Gutierrez (UNC), Deleuze y la interpretación del atributo pensamiento como valencia atómica
Fernando Miranda (UBA), Cómo Carl Schmitt y Baruch Spinoza llegan a dialogar sobre teología política y democracia
Claudio Marin (U. di Aconcagua, Cile), Atributo, sentido y teoría de la mente en Spinoza

Tabella 2 (dalle 14:00 alle 16:00) Coordinatore: Claudio Marin

Ravena Olinda (UECE, Brasile), Finito em Spinoza: corpo e duração
Iván Sánchez G. e Cesar Massri (UBA), Distinción de infinitos en Spinoza
Juarez Lopes Rodrigues (USP),  Volição ativa e passiva: uma análise da 3ª objeção à doutrina da vontade de Espinosa
Christian de Ronde (UBA), Sobre la metafísica de Spinoza en la física contemporánea


Tabella 3 (dalle 16:30 alle 18.30) Coordinatore: Christian de Ronde

Jorge Bilbao (UCA, Buenos Aires), El capítulo inconcluso del Tratado político
Alexandre Mendes Pinto (UFRJ), Instituição, individuação e duração no Tratado Político
Antonieta Garcia Ruzo (UBA), Problema de la continuidad en el pensamiento político de Spinoza. Estudio comparativo del concepto de Pacto en el TTP y el TP
Emanuel Angelo da Rocha Fragoso (UECE, Brasile), A liberdade política da mulher no Tratado político


Tabella 4 (dalle 19:00 - 21:00) Coordinatore: Emanuel da Rocha Fragoso

Marian Ipar Gainza ed Ezechiele (UBA), La política de la diferencia y la contradicción
Francisco de Guimaraens (PUC, Rio), Spinoza e a instituição dos direitos e da democracia
Taziano Diego (UNC), Spinoza y la cuestión democrática
Maurício Rocha (PUC-Rio), Afastar a tristeza, formar o comum


Venerdì, 9 novembre

Tabella 1 (dalle 9:00 alle 10:30) Coordinatore: Jose Ezcurdia

Douglas Balila (USP), A construção do conhecimento em Espinosa e Piaget
Bonadia Fernando de Oliveira (USP), Educação e servidão em Espinosa: o afeto do arrependimento
Barbara Lucchesi Ramacciotti (USP, Brasile), Ética de Spinoza: pedagocia terapêutica de Corpo e mente

Tabella 2 (dalle 11:00 alle 12:30) Coordinatore: Maurício Rocha

Gruppo di pensiero "Polética", Spinoza: lo común en litigio


Tabella 3 (dalle 14:00 alle 16:00) Coordinatore: Barbara Lucchesi

Pablo Ramos de Azevedo (UFRJ), Entre indivíduo e coletividade: a multidão na filosofia de Spinoza
Diego Astudillo, Cecilia Carrizo e Maurice Berger (UNC), De la multitud al pueblo: la construcción de articulaciones populares en las luchas en situaciones de contaminación
Miriam Lucero (UNSJ), El amor fati y la libertad de pensamiento. Consideraciones sobre la resistencia
Daniel Santos da Silva (USP), Resistência, conflito e a filosofia política de Espinosa


Tabella 4 (dalle 16:30 alle 18.30) Coordinatore: Homero Santiago

Jerome Rilla (UBA), Keeping the field: Hobbes, Spinoza y el ejército como concreción del poder soberano
Pablo Pires Ferreira (UFRJ), Uma concepção spinozista acerca da meritocracia
Ariel e Adrian Cangi Pennisi (Buenos Aires), Más allá de la indignació
Marcos Ferreira de Paula (USP), O conceito e a vida: a experiência do pensamento em Spinoza

Tabella 5 (dalle 19:00 - 21:00) Coordinatore: Ariel Pennisi

Rodrigo de Souza Costa (UFF) e Adriana Vidal de Oliveira (PUC-Rio), A noção de pietas como civilidade e suas possibilidades para outra compreensão da sanção jurídica
Sebastian Torres (UNC), El nombre de los peces
Homero Santiago (USP, Brasile), Determinação e possibilidade
Toto Francesco (Italia), La soddisfazione o l’amore di sé

venerdì 12 ottobre 2012

Etica, Estetica e Filosofia

« Tra i numerosi campi di interesse di Spinoza pare non ci sia posto per l'estetica; non solo non esiste un Tractatus aestheticus tra gli scritti spinoziani, ma neppure sembra che il il pensiero spinoziano - in fondo riconducibile (semplicisticamente) ad un materialismo puro - possa ammettere categorie estetiche come "bello", "brutto", "bene", o "male".

Tuttavia, la portata della speculazione del filosofo olandese è tale da aver portato a significativi cambiamenti iconografici, da intendere come segnali di una profonda riconsiderazione della filosofia nel suo complesso. Lo "Spinozismo" inteso come ratio vivendi, quasi contrapposto alle "superstizioni" delle forme storiche assunte dalle religioni - viste come foriere di intolleranza e fanatismo -, porta all'abbandono di un'iconografia consolidata che vedeva il filosofo impegnato nel dominio "eroico" delle passioni, per mostrare figure intente in una serena e imperturbabile meditazione. Per valutare il cambiamento verificatosi a cavallo tra il diffondersi del cartesianesimo e l'età dei Lumi, Reinhard Brandt propone il confronto tra due tele, una del XVII l'altra del XVIII secolo, che raffigurano praticamente lo stesso soggetto: un filosofo di fronte ad un leggio che tiene un libro aperto di fronte a sé. La prima risale al 1635, ed è firmata dal pittore olandese Salomon Konick (anche se la critica recente è più propensa ad attribuirlo ad un suo allievo, Abraham van der Hecken). Un filosofo, vestito di scuro, è seduto ad un tavolo poggiando il mento sul pugno, nel caratteristico gestus melancholicus che si ritrova - fra i tanti - nell'Eraclito della Scuola di Atene raffaellesca. L'altra mano stringe una penna, ma gli occhi (rivolti in un punto imprecisato alle spalle dello spettatore) indicano che la scrittura è stata interrotta da una riflessione; anche le linee contratte del volto confermano questa impressione. Alle sue spalle, un pesante tendaggio si apre - significativamente - su una nicchia in cui campeggiano un crocifisso e un teschio, le cui orbite sono rivolte verso il filosofo. Brandt si diffonde in un'acuta analisi degli aspetti "scenografici" della tela, tesi comunque a proporre il filosofo come l'elemento più rappresentativo di un più generale memento mori, così caratteristico nella produzione pittorica seicentesca.


La seconda tela è assai diversa e risale quasi esattamente a un secolo dopo: è infatti opera di Jean-Baptiste Chardin ed è datata 1735. Anche qui ritroviamo un filosofo seduto di fronte ad un leggio, ma l'atmosfera è molto più serena. Il tono cupo del primo quadro si è dissolto in tinte pastello e il protagonista ha un volto rilassato, affatto diverso dall'espressione tesa e corrucciata del suo predecessore. Anche qui c'è una tenda, il suo aprirsi non ha però nulla di teatrale e scopre una serie di oggetti domestici che non sembrano aver nulla di simbolico (in realtà è proprio la loro familiarità ad essere significativa). Ben più importante appare il calamaio in primo piano che, oltre a scandire lo spazio del dipinto, identifica il personaggio come vir faber pur senza mostrarlo direttamente intento nella scrittura. Il filosofo di Konick (o di van der Hecken) riflette sulla morte, qualunque cosa fosse l'argomento di cui sta scrivendo; il filosofo di Chardin non ne è invece minimamente turbato: nulla intorno a lui rimanda alla morte e lui può procedere serenamente nella lettura. Tra i due, c'è una frase di Spinoza: "L'uomo libero non pensa a niente meno che alla morte e la sua sapienza è meditazione non della morte ma della vita".


Curiosamente, il Moby Dick di Melville propone - nell'unica volta in cui il nome di Spinoza viene citato nel libro - un confronto non troppo dissimile da quello tra questi due quadri: "Potete afferrare l'espressione della testa del capodoglio, là dov'è appesa? E' la stessa con cui è morto, soltanto qualcuna delle sue più lunghe rughe frontali sembra ora svanita. Credo che la sua larga fronte sia soffusa come di una placidezza di prateria, nata da una filosofica indifferenza verso la morte. Ma osservate l'espressione dell'altra testa. Guardate quello stupefacente labbro inferiore, schiacciato per caso contro il fianco della nave, in modo da serrare saldamente la mandibola. Non vi sembra che tutta questa testa parli di un'enorme risoluzione pratica nell'affrontare la morte? Penso che questa balena franca sia stata uno Stoico; e il capodoglio un Platonico, che magari nei suoi ultimi tempi si dava a Spinoza". »