domenica 13 maggio 2012

"Il problema Spinoza" di Irvin Yalom

Il problema Spinoza
Recensione a cura di Paola Teresa Grassi

Per molto tempo ho atteso che la penna di Irvin Yalom incrociasse finalmente la filosofia di Spinoza.
Il mio primo incontro con lo psicoterapeuta californiano lo devo a Ran Lahav che nel 2003 mi indirizzò verso The Gift of Therapy, una lettura per la quale ancora ringrazio il consulente filosofico israeliano.
Solo con le versioni italiane dei romanzi di idee editi da Neri Pozza, invece, ho conosciuto Yalom narratore.
Ed ho ritrovato quella benevolenza e quella autentica felicità del maestro di vita ed esploratore del Sé insieme al proprio interlocutore, che di rado riesco ad incontrare nelle voci provenienti da una vasta letteratura “psicoide”.
La cura Schopenhauer mi ha fatto esultare all'idea (ancorché finzionale) di un lavoro di rete fra un philosophical practitioner e uno psychiatrist, una circostanza che da sempre mi appare come l'unica via ragionevolmente percorribile per una relazione consulenziale filosoficamente orientata. Le lacrime di Nietzsche mi hanno confermato (il plurale del verbo non è un refuso) che quella idea ha radici antiche e non unicamente freudiane (il che è vero anche a livello non finzionale). Con l'ultimo romanzo attendevo la realizzazione di quel balzo filosofico al di là della psicoanalisi attraverso lo spinozismo già preconizzato da Lou Andreas Salomé.
Il che non è accaduto, quanto meno non a livello di trama.
Il problema Spinoza non imbastisce il racconto di quel balzo ma offre l'opportunità di compierlo.
Le due narrazioni che definiscono l'insieme procedono parallele senza punto d'incontro tranne che nella biblioteca della casa di Rijnsburg ma in entrambe v'è modo di riflettere e di compiere una esercitazione del filosofare nella chiave dello spinozismo.
Ed è questo probabilmente il vero merito di un romanzo che in quanto tale non dice pienamente.
Il vero protagonista è il lettore che in tutte le conversazioni immaginate da Yalom viene chiamato ad un discreto impegno nel comprendere il pensiero e il modo di pensare di Spinoza.
In che modo il filosofo olandese è un problema?
Lo è per Alfred Rosenberg il nazista di origine estone la cui vita è definita da un inguaribile enigma confezionato per lui dal destino nel 1910 con la lettura della autobiografia di Goethe (dove l'Etica era cura per l'anima) che diventa punizione e (tentativo di) cura del più odioso razzismo. Lo è per la comunità ebraica sefardita di Amsterdam del 1656 entro cui coltiva la sua genialità il giovane Baruch Spinoza la cui ricerca di una vita santa illuminata dalla ragione è reazione inaccettabile.
Le due anime del Ventesimo secolo (la psicoanalisi e l'antisemitismo) attraversano parallele le pagine del romanzo (quasi due in uno) senza mai intersecarsi. Evidentemente un particolare non irrilevante.
E non poteva andare che così anche se per questo motivo mi sono congedata dalle ultime pagine infastidita per non avere intravisto almeno in conclusione un qualche raccordo di destini. La delusione di un momento, in realtà, poiché nella distanza ho compreso che lasciando aperta la rete di correlazioni Yalom permette al lettore di compierla.
E comunque i motivi di compiacimento non mancano restituendo equilibrio alla lettura.
La trovata scenicamente (mi verrebbe da dire) più intrigante è quella che innesca lo herem e come in un plot di spie shakesperiane prende vita la versione marrana di Rosencranz e Guildenstern nei nomi di Jacob Mendoza e Franco Benitez.
Ed è una fede indebolita da una liturgia insensata a dare il via ad una consulenza spirituale (e uso questo aggettivo in maniera consapevolmente hadottiana) che, nata dal tradimento, finirà col sigillare un legame fraterno.
Il sigillo è quello ben noto della rosa attorno al lemma latino Caute.
Il monito (intenzionalmente ignorato da Spinoza) viene qui incarnato da Franciscus van den Enden leader panciuto e compiaciuto (quasi un Falstaff per restare nella metafora shakespeariana) di una vera e propria accademia filosofica alla maniera degli antichi, dove il confronto con il pensiero di Epicuro diventa dialogo attivo e dove anche le donne (la tredicenne Clara Maria) hanno modo di esprimere le loro potenzialità di trasformazione. Elemento di cui gioire e con cui dare una pennellata di colore alla “pagina nera” del Trattato Politico per la quale ancora s'infuriano le femministe.
Mesta rimane la nota dell'allontanamento e nei particolari vedere che quella santità figlia dell'ebraismo sulla quale Spinoza modella il proprio desiderio di vita non può concretarsi nel ventre della sua comunità ma in un doloroso isolamento che nemmeno la sua filosofia riesce a rendere accettabile fino in fondo.
Su questo punto però l'autore non lascia da solo il suo protagonista affiancandolo ad un interlocutore narrativamente e caratterialmente straordinario, un fratello di fede ritrovata per il quale il filosofo diventa in alcuni momenti consultante ed in altri consulente.
E proprio nella relazione consulenziale prende parola quell'idea spinoziana di un Dio-Natura che attraversando le epoche arriverà fino a Goethe.
Eccoci dunque ad incontrare la penitenza dell'altro protagonista (quello dell'altro romanzo del romanzo).
Il giovane antisemita Rosenberg non riesce ad accettare che il genio germanico del poetare abbia potuto ammirare un ebreo e finanche modellare la sua grandezza nella chiave di una filosofia nata da mente ebraica.
La medicina che il preside Epstein aveva indicato come cura dell'antisemitismo non può nulla per un pensiero già avvelenato dal razzismo. Anzi, veleno alimenta veleno. E la parabola esistenziale di un individuo già tipologicamente privo di interesse nei confronti dell'altro finisce dominata da quest'unico interrogativo e dal tentativo di individuare una ragione razzista per questo paradosso. Fino a diventare malattia mentale.
È qui che l'autore interviene concependo un altro tipo di interlocutore nella figura di Friedrich Pfister (un immaginario allievo di Karl Abraham) che segue la genesi e l'esplosione dell’ossessione di Rosenberg.
Lo psicoanalista lascia Berlino per Monaco su ordine di Hitler per diventare vittima della più assoluta ingratitudine da parte del suo inalterabile paziente. E ciò nonostante l’impeccabile lavoro di tecnica terapeutica che (come sempre) Yalom riesce a far agire ai suoi alter-ego.
Ecco dunque che “Il problema Spinoza” diventa il titolo del rapporto dedicato alla confisca dei libri che appartennero al filosofo.
In realtà, anche nell’atto di appropriazione fisica di un enigma inafferrabile, Alfred verrà ingannato dalla sua ignoranza, non sapendo (da filosofo dilettante) che i libri autentici erano stati messi all'asta alla morte di Spinoza e che quelli che stava confiscando erano stati riacquistati grazie all'intervento di George Rosenthal. Un ebreo.

"Il problema Spinoza" di Irvin D. Yalom
Neri Pozza, collana "I narratori delle tavole", 2012, pagg. 448
ISBN 978-88-545-0447-9
Euro 17


sabato 12 maggio 2012

Seminario permanente “Spinoza e il pensiero filosofico moderno”


 
Dipartimento di Scienze dell’Uomo
Seminario permanente “Spinoza e il pensiero filosofico moderno”
Coordinato da Daniela Bostrenghi e Cristina Santinelli

Corso di laurea Triennale e Magistrale in Filosofia
Facoltà di Lettere


Spinoza contemporaneo
Letture e interpretazioni


Ciclo di Seminari in ricordo di Emilia Giancotti
(1930-1992)

3° incontro
Francesco Piro
(Università di Salerno)

Antropologia e politica
Sugli studi spinoziani di Alexandre Matheron



Mercoledì 16 maggio 2012
ore 16
Palazzo Albani, Aula C3
Urbino



Al termine del Seminario, verrà proiettata (Aula B3) la videointervista a Emilia Giancotti realizzata dall’Istituto Gramsci delle Marche in occasione del Convegno “Donne all’Università. Lavoro intellettuale e professione scientifica femminile nelle Università delle Marche” (dicembre 1990).


Ingresso libero. Secondo delibera del Consiglio di Corso di Laurea, è prevista l’attribuzione di crediti

mercoledì 9 maggio 2012

Baruch Spinoza messenger bag

Una ditta americana produce delle borse con il profilo di Spinoza e la scritta "Baruch". Utili per computer  e disponibili in tre colori: nero, blu e grigio sono visibili all'indirizzo http://hirsute.spreadshirt.com/baruch-spinoza-A5733507. Il costo (esclusa la spedizione) è di soli 26,99 dollari. Ecco alcune immagini:



Se volete dirlo ai vostri amici potete cliccare qui e inserire la loro mail.

giovedì 3 maggio 2012

Un racconto di Piercarlo Necchi

Natura morta con ragni e mosche.

Mi chiamo Jan Colerus. Prima di diventare un paziente della casa di cura “V. van Gogh”, fui ispettore di polizia nella città di Amsterdam, che molti invidiano per la sua tolleranza e le sue libertà...

[continua a leggere il racconto breve di Piercarlo Necchi Natura morta con ragni e mosche scaricando il file gratis qui.]

martedì 24 aprile 2012

Una poesia di Riccardo Verni

Il Sevivon del giovane Cristo


Sostanza senza sosta
Sulle spalle la mole
Dell'immondo,
Sulle spalle la mole
Del mondato come vetro molle,
Il mondo.

Turbamento sul posto,
Nel proprio momento,  nel proprio modo,
Ognun balla come
Un turbo
Un sevivon
Sul palmo di un giovane Cristo.

Vetro tornito in una punta
A cui torna ogni punto.
Sul dorso di un mantello lacero,
Il molatore non si turba
Del vetro vorticante.


(Riccardo Verni, 2011)

martedì 27 marzo 2012

Riaperta la Casa di Spinoza a Rijnsburg!

Il museo della Casa di Spinoza a Rijnsburg riapre da Martedì 27 Marzo 2012!

Come illustrato sul sito dell'Associazione che gestisce sia la Domus Spinozana de L'Aia che di Rijsburg, traduciamo volentieri la loro pagina dall'olandese. Il Foglio Spinoziano aveva partecipato l'anno scorso a una raccolta fondi da devolvere direttamente alla Het Spinozahuis olandese e quindi ringrazia quanti hanno devoluto il loro denaro per questa grande opera di restauro. Grazie a tutti!

Spinozahuis Rijnsburg (Casa di Spinoza a Rijnsburg).

Aperta dal Martedì alla Domenica 13,00-17,00

Il museo si trova in Spinozalaan 29 a Rijnsburg.

E' raggiungibile con i mezzi pubblici: autobus 36 dalla stazione ferroviaria direzione Leiden Katwijk, direttamente a Spinozalaan. La stazione ferroviaria è raggiungibile da Amsterdam e l'Aia.

Il filosofo di fama mondiale nacque ad Amsterdam nel 1632, nel distretto di Vloedenburg (ora Waterlooplein). La casa natale non si è conservata. Tuttavia, si sono conservate due case note in cui sappiamo che Spinoza visse alcuni anni, vale a dire Rijnsburg e l'Aia. Spinoza si stabilì nel 1661 a Rijnsburg. Questo villaggio era conosciuto allora come un luogo di incontro per i Collegianti, una setta anabattista, compresi gli amici che ha avuto il Filosofo. Nella casa del chirurgo Herman Hooman aveva fatto una piccola stanza, dove si trovavano le lenti per strumenti ottici e poteva utilizzare per le sue riflessioni. Un chirurgo del XVIII secolo, Johannes Monknikhoff ha lasciato una nota, precisando che la casa dove visse Spinoza 1661-1663 ha avuto una targa con un verso di R. Dirck R. Camphuysen.

Ach! waren alle Menschen wijs,
En wilden daarbij wel!
De Aard waar haar en Paradijs,
Nu isse meest een Hel.

Quando nel 1896 in una vecchia casa in vendita alcuni operai trovarono sul muro questa vecchia poesia, lo studioso di Spinoza Willem Meijer si ricordò di questa vecchia storia di Monnikhoff. Meijer è stato in grado di identificare quella vecchia proprietà trascurata come la casa di Spinoza. Fu istituita una associazione che decise che dopo l'acquisto sarebbe stata riparata e vi costruii un modesto museo, il quale avrebbe funzionato per un certo periodo di tempo come centro per lo studio della dottrina e della vita del filosofo. La biblioteca di Spinoza (nello stesso tempo fu scoperto l'inventario di un notaio alla sua morte nel 1677) in gran parte poteva essere ricostruita. Le pergamene in pelle e i volumi sono ormai una collezione di libri unica al mondo, posti in una camera con l'atmosfera di un dipinto di Vermeer o di De Hooch.
In questa e nelle altre stanze del museo si trovano inoltre ritratti, così come fac-simili di lettere e documenti.

Fino a poco tempo fa, del museo facevano parte due stanze. Le altre stanze erano occupate da un custode. Dal Martedì 27 Marzo 2012 la intera casa, dopo il restauro, è un museo e riaperta al pubblico.

Per informazioni: info@spinozahuis.nl

lunedì 26 marzo 2012

Seminari in ricordo di Emilia Giancotti

In occasione del ventennale della scomparsa di Emilia Giancotti (Reggio Calabria, 1930 – Roma, 1992), il Seminario permanente “Spinoza e il pensiero filosofico moderno” coordinato da Daniela Bostrenghi e Cristina Santinelli organizza a Urbino, presso il Dipartimento di Scienze dell’Uomo dell’Università degli Studi “Carlo Bo”, un ciclo di incontri sul tema Spinoza contemporaneo. Letture e interpretazioni, con interventi di Vittorio Morfino (Università di Milano-Bicocca) su Louis Althusser, Paolo Greco (Università di Torino) e Stefano Visentin (DESP, Università di Urbino) su Antonio Negri, Francesco Piro (Università di Salerno) su Alexandre Matheron, secondo il calendario allegato. E’ inoltre prevista la presentazione degli Atti del Convegno internazionale Spinoza. La potenza del comune (Urbino, 28 febbraio - 2 Marzo 2011), di prossima pubblicazione nella collana Europaea Memoria dell’Editore Georg Olms.

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Nota al pubblico internazionale quale autrice del celeberrimo Lexicon Spinozanum (The Hague, 1970), Emilia Giancotti ha dato impulso alla rinascita degli studi italiani su Spinoza con il suo impegno nella traduzione e il commento delle opere del filosofo olandese, prima con la revisione della traduzione Droetto del Trattato teologico-politico (Torino 1972), poi con la traduzione e il commento dell’Etica (Roma, 1988). A lei si deve inoltre la fondazione nel 1987, assieme a Paolo Cristofolini e Filippo Mignini, dell’Associazione Italiana degli Amici di Spinoza, di cui fu Presidente sino al momento della sua prematura scomparsa nel maggio del 1992. Nelle due monografie su Spinoza (Roma, 1972 e 1985), rivolte anche al pubblico dei non addetti ai lavori, Emilia Giancotti ha saputo efficacemente coniugare l’alto livello specialistico dei suoi studi con l’intento divulgativo che ha sempre tenuto presente nell’ambito della sua prospettiva di ricerca. All’instancabile attività di organizzatrice di incontri, seminari, convegni si devono i Colloqui internazionali Spinoza nel 350° anniversario della nascita, il primo in Italia a partecipazione internazionale (Urbino, 4-8 ottobre 1982), e Hobbes e Spinoza. Scienza e politica, tenutosi in occasione del IV centenario hobbesiano (Urbino, 14-17 ottobre 1988). Va infine ricordata la sua quasi trentennale attività scientifica e didattica presso l’allora Istituto di Filosofia “Arturo Massolo” della Facoltà di Lettere dell’Università di Urbino, del quale fu Direttore per oltre un decennio a partire dall’inizio degli anno Ottanta.

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Giovedì 29 marzo 2012, h-14-16
VITTORIO MORFINO (Università di Milano-Bicocca)
“Sotto strati di notte”. Lo Spinoza di Louis Althusser

Giovedì 3 maggio 2012, h. 14-16
PAOLO GRECO (Università di Torino), STEFANO VISENTIN (Università di Urbino)
Ontologia e politica nello Spinoza di Antonio Negri

Mercoledì 16 maggio 2012, ore 16, 30-19
FRANCESCO PIRO (Università di Salerno)
Antropologia e politica Sugli studi spinoziani di Alexandre Matheron

Palazzo Albani, Via T. Viti 10, Urbino - Aula C 3

mercoledì 14 marzo 2012

La semiotica di Spinoza

"La storia della semiotica si è dimenticata di Spinoza. Eppure il filosofo ebreo definisce l'immaginazione "conoscenza per segni", deducendone rigorosamente i principi da una fisica e una cosmologia, quali espressioni dell'unica ed eterna sostanza. Il presente libro ne ripercorre geneticamente il pensiero e mostra come, muovendo dalle nozioni comuni di traccia e immagine, la questione del segno in Spinoza si iscriva nell'orizzonte infinito di una fisica generale del senso, di cui l'uomo non è l'origine, ma un modo.
Discostandosi dagli schemi dualistici e soggettivistici che da Platone, Agostino, Cartesio e più tardi Kant hanno caratterizzato tanta parte del pensiero occidentale, il realismo spinoziano propone una concezione non antropocentrica dell'individuo, delle sue affezioni e del loro modo di portare il senso. Essa ci rimanda ad un'altra storia del segno e del significato, che, accanto agli stoici e a pensatori come Vico e Peirce, rimane in gran parte ancora da scrivere.

Solo un pensiero come quello di Spinoza può aspirare a pensare adeguatamente la grande rivoluzione scientifica e sociale della modernità, infrangendo finalmente quei dualismi che ancora occupano le posizioni dei realisti e degli ermeneutici dei nostri giorni. Nessuno meglio di Spinoza seppe infatti costruire un pensiero realmente copernicano, aperto all'infinito e libero da antiche superstizioni e pregiudizi."

Anteprime:
"La semiotica di Spinoza", di Lorenzo Vinciguerra
ETS Edizioni, Collana Segni del pensiero, 204 pp, 2012
Euro 18 (scontato a Euro 15,30 sul sito ETS)


martedì 6 marzo 2012

Dan Wyman Books: il nuovo catalogo di libri di Spinoza.

Finalmente on-line il nuovo catalogo di libri di Spinoza venduti da Dan Wyman Books. Il catalogo offre una selezione di 30 titoli dal Diciassettesimo al Ventesimo secolo e include la prima edizione francese del Tractatus Theologico-Politicus del 1678.

A Selection of 30 Titles from the 17th-20th Century
Including the First French Edition of the
Tractus Theologico-Politicus (1678)

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Spinoza: Life, Work, and Influences

In the Jewish and National Library in Jerusalem, Spinoza's writings, unlike those of Jewish philosophers such as Philo of Alexandria or Maimonides, are not in the Judaica reading room, but in the general reading room, between the writings of Descartes and Leibniz. The decision of the library reflects a broad consensus in the way his work is perceived: Spinoza is not considered a Jewish thinker but one who belongs to the general history of philosophy.

To be sure, Baruch de Spinoza (1632-1677) was excommunicated from Amsterdam's Jewish community for things he apparently said and did as a young man, and he went on to become the most radical and arguably the most interesting thinker of the early modern period. From the end of the 17th century onward his work played a central role in a variety of intellectual contexts: from the Enlightenment and German Idealism to the "higher criticism" of the Bible. Today Spinoza's ideas are debated not only in philosophical circles of both analytical and continental orientation, but also among scientists such as the neurologist Antonio Damasio, who claims that his research confirms how Spinoza conceived the relationship between body, mind, and behavior of human beings.

And yet, Spinoza's relationship to Judaism, and in particular to Jewish philosophy, is complicated: it is marked by continuity and criticism that sometimes remain in unresolved tension. Much of his philosophical project is, in fact, best understood in light of the Jewish background. In Spinoza's thought ideas from many sources come together, ranging from Plato to the Kabbalah. But of particular importance are, on the one hand, various traditions of Jewish thought and, on the other, the writings of Descartes and Hobbes which were at the center of philosophical discussions in the Netherlands of Spinoza's time.

Spinoza's father, Michael (died 1654), fled from Portugal to the relatively tolerant Dutch republic where, he became a member of Amsterdam's Sephardic community and a successful merchant. Spinoza studied Hebrew, the Bible, and rabbinic literature at the local talmud torah school. The community's most renowned scholars, Isaac Aboab, Menasseh ben Israel, and Saul Levi Morteira, were presumably among his teachers and influenced him directly or indirectly. Aboab translated Abraham Cohen Herrera's kabbalistic treatise Puerta del Cielo (The Gate of Heaven), with which Spinoza seems to have been familiar, from Spanish into Hebrew. Morteira, who inclined to a rationalist interpretation of religion, could have introduced him to medieval Jewish philosophy. Menasseh ben Israel edited in 1628 the Sefer Elim by the Galilei student Joseph Delmedigo, of which Spinoza had a copy, and that may have introduced him into post-Copernican cosmology.

When his half-brother, Isaac, died in 1649, Spinoza's help was required in the family's importing business. Although an outstanding student, he could thus not complete the higher level of the educational curriculum which would have prepared him for a career as a rabbi. The process that led to Spinoza's alienation from traditional Judaism, culminating in his excommunication (ḥerem) in 1656, cannot be precisely reconstructed from the available sources. A significant role must presumably be assigned to heterodox Jewish thinkers in Amsterdam such as Uriel da Costa, who had been excommunicated twice a generation earlier and whose writings Spinoza certainly knew, and Juan de Prado, who was excommunicated at the same time as Spinoza. (Fraenkel in EJ, 2007)


giovedì 1 marzo 2012

Annullamento del concorso "Una poesia su Spinoza"

Avvisiamo i lettori che il concorso "Una poesia su Spinoza" è stato annullato poiché non sono pervenute poesie e racconti a sufficienza da permettere di realizzare un libro cartaceo. A differenza dalle scorse due edizioni in cui molti poeti si sono lasciati trasportare da questo argomento, questa volta probabilmente i canali di diffusione non sono stati quelli giusti oppure l'unione di poesia e filosofia è molto ardua e non ha permesso una espressione della creatività in tal merito. Il Foglio Spinoziano non è una casa editrice di poesia o narrativa ma un raccoglitore di elementi spinoziani e tale rimane, all'insegna della più pura espressione della filosofia di B. Spinoza la quale è sempre improntata sulla massima libertà possibile; pertanto, ringraziando tutti coloro che hanno partecipato rimane sempre a disposizione di chi voglia esprimere la propria gioia nello studio del pensiero del Filosofo olandese. Grazie a tutti.

giovedì 2 febbraio 2012

I mercoledì dell'ENS di Lione

Diamo di seguito il piano dei seminari che ogni mercoledì - da marzo a maggio - si terranno all'ENS di Lione alle ore 15 presso ENS de Lyon – 15 Parvis Descartes – Salle du CERPHI (R-111), coordinati da Julie Henry, Andrea Sangiacomo, e Francesco Toto in lingua francese. Il titolo di tutto il corso di seminari è DE L’ORIGINE ET LA NATURE DES AFFECTS : LECTURES D’ETHIQUE 3.




Meroledì 7 marzo


Sophie Laveran, "La notion de singularité dans Ethique3"


Andrea Sangiacomo, "La causalité adéquate et le défi occasionaliste "


Mercoledì 21 marzo
Jacques-Louis Lantoine, "Ethique3: une théorie dispositionnaliste de l'action?"


Eunju Kim, "Conatus des affects et conatus de l’homme: la contrariété et le conatus d’un individu complexe"


Mercoledì 18 aprile


Mickaël Perre, "L'imitation des affects et ses enjeux politiques"


Cyprien Coste, "L'émergence de la conscience et de la construction sociale des affects chez Spinoza"


Mercoledì 2 maggio


Marion Blancher, "La temporalité des affects et le problème de la durée"


Gabriel Alban Zapata, "Les six affects du groupe de l'espoir"


Mercoledì 30 maggio


Francesco Toto, "L’orgueil, l’estime, le mépris. Observations sur le rapport entre la reconnaissance et le droit"


Julie Henry, "Le rôle des affects dans le devenir éthique"



sabato 3 dicembre 2011

Il manoscritto dell'Ethica di Spinoza nella Biblioteca Vaticana: seminario


FACOLTÁ di LETTERE e FILOSOFIA
Corso di Laurea Triennale in Filosofia (L-5)

Corso di Storia della Filosofia moderna
a.a. 2011-12

nell’ambito dei
Mercoledì a Palazzo Albani
VI ciclo

PINA TOTARO
(ILIESI, CNR, Roma)

terrà un Seminario su

Il manoscritto dell'Ethica di Spinoza nella Biblioteca Vaticana

Mercoledì 7 dicembre 2011
ore 11-13

Palazzo Albani, via T. Viti 10, Urbino
Aula C3

Ingresso libero
Secondo delibera del Consiglio di Corso di Laurea, è prevista l’attribuzione di crediti.

mercoledì 30 novembre 2011

Seminario Spinoza: Ritratto dell'Uomo Libero

Spinoza, ebreo scomunicato, ateo ebbro di Dio, pensatore della necessità assoluta di tutte le cose ma pure strenuo difensore della libertà di pensiero. A partire dal testo di imminente pubblicazione di A. Sangiacomo, Homo Liber. Verso una morale spinoziana (Mimesis edizioni) ci si propone di rendere ragione di simili paradossi, mostrando come esperienza di vita e filosofia si intreccino in una delle voci più originali e scandalose della storia del pensiero occidentale. Emergere così, al cuore del discorso morale e politico, un inedito ritratto dell’uomo libero, emblema del processo di liberazione da cui passa la formazione di ciascuno, e in cui si incarna il fondamento di ogni vita civile. Rileggendo l’intera produzione di Spinoza da quest’ottica, si rende ad un tempo chiaro come e perché solo comprendendo il proprio essere in termini di libera necessità ciascuno possa giungere a realizzare la propria essenza, ma pure come, oggi più che mai, è soltanto dalla coscienza di tutto ciò e dalla conseguente difesa della radice ultima di ogni individualità, che ci si può attendere una vera difesa della libertà e della democrazia.


Fondazione Corrente

via Carlo Porta, 5 Milano (MM3 Turati - linee 1, 43, 61, 94)
Mercoledì 14 Dicembre, ore 17


Per informazioni: Fondazione Corrente, tel/fax 026572627, email: info@fondazionecorrente.it

domenica 27 novembre 2011

Concorso letterario "Una poesia per Spinoza" - edizione 2012

Come ormai da due anni a questa parte il 24 Novembre 2011, anniversario della nascita di B. Spinoza, è partito il concorso letterario indetto dal Foglio Spinoziano "Una poesia per Spinoza" - terza edizione 2012 e termina il 21 Febbraio 2012, anniversario della sua morte.
Il concorso è riservato a tutti coloro che hanno scritto una poesia o un racconto con argomento di carattere spinoziano, cioè inerente al pensiero, alle opere e al periodo in cui è vissuto B. Spinoza (1632-1677). Tutte le opere vanno indirizzate in formato txt o doc a:
Quest'anno il concorso è presieduto da Andrea Sangiacomo già curatore del libro Spinoza. Tutte le opere edito dalla Bompiani.
Ai primi tre vincitori del concorso va una copia gratuita del libro cartaceo edito dal Foglio Spinoziano attraverso i tipi di Lulu.com (presente su Amazon e Google libri).

venerdì 25 novembre 2011

La storia in giallo: Baruch Spinoza

Il 30 settembre 2006 RadioTre ha mandato in onda la puntata della serie "La storia in giallo" dedicata a Baruch Spinoza. Con la voce di Riccardo Rossi e Antonella Ferrera si narra la storia romanzata del Filosofo olandese. Ispirandosi a molti testi ma soprattutto a L'eresia di Spinoza di Steven Nadler (Einaudi) e Spinoza, un romanzo ebreo di Alain Minc (Baldini e Castoldi) questo è un bell'esempio di come rendere in forma di romanzo audio la storia dei primi anni di Spinoza, compreso la messa al bando, il tentativo di omicidio, le sue amicizie, la sua filosofia. In definitiva si cerca di rendere una esposizione di una parte del suo pensiero attraverso il racconto romanzato, proprio dei primi radiodrammi della Rai. Il brano dura circa 50 minuti ma è veramente eccezionale ascoltarlo ed esaltarsi nel racconto.
Per ascoltare il brano: http://www.radio.rai.it/radio3/lastoriaingiallo/puntate.cfm
o anche http://www.youtube.com/watch?v=aTQM1IMqs7g.
Per scaricarlo in mp3 con Torrent cliccare qui.